Cosa hanno in comune il buio della notte e una carica elettrica
Una domanda che sembra ovvia — finché non si prova a rispondere sul serio.
Heinrich Olbers se lo chiede nel 1823 — già intuito nel Settecento da Halley e Chéseaux.
Una risposta convincente arriva solo con la cosmologia del Big Bang — quasi un secolo dopo.
Oggi rifacciamo, in piccolo, il conto che li ha lasciati di stucco.
stessa luce, sfera più grande → b più piccola
Nell'ipotesi di universo infinito, statico, stelle distribuite uniformemente:
superficie sferica immaginaria attorno alla stella
Una carica elettrica si comporta alla stessa maniera?
Una carica puntiforme sta al centro di una sfera immaginaria di raggio R. Se raddoppio R, il flusso (electric flux) attraverso quella superficie…
Un flusso netto di 1{,}0\times10^{4}\ \text{N·m}^2/\text{C} entra in una sfera di raggio 5,0 cm. Quanta carica c'è dentro? (la carica è tutta nel centro)
Sono le stesse 8 linee in entrambi i disegni: cambia solo quanto sono dense, non quante sono.
Come la luce della stella di poco fa: vicino i raggi sono fitti, lontano sono radi — ma sono sempre gli stessi raggi.
Il flusso resta uguale.
E cala come 1/R^2, l'area cresce come R^2: il prodotto — cioè il numero di linee che attraversano la superficie — non cambia.
Ma "non infinito" non basta da solo: l'ipotesi di partenza era anche che l'universo fosse statico. E se non lo fosse?